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Costantinopoli val bene una messa di Galatea Vaglio

Augusteion, appartamenti imperiali, sera del 10 aprile 491

Anastasio traccia la firma sul fondo della pergamena.

“Ecco, tutto è compiuto” dice.

“Non essere così tragico, ti prego! - Ariadne alle sue spalle appoggia la testa sulla sua schiena - Non è che inchiostro su una pergamena. Parole su carta. Hanno il valore di tutte le parole umane: nessuno.”

Anastasio si volta per abbracciarla, ma non riesce a nascondere un’espressione amareggiata: “Mi rinfacceranno sempre di aver rinunciato alla mia fede per il trono.”

“Preferisci rinunciare alla fede, o a me?”

“Sai già la risposta” dice, baciandola.


Dal corridoio giunge l’eco della folla che è riunita al circo per l’annuncio che il candidato è stato trovato e attende di poter acclamare il nuovo imperatore. Nel palazzo già ferve l’attività per organizzare la cerimonia di nozze.


“Grazie a questo scritto Eufemio avrà sempre un’arma di ricatto su di noi. Se io non accondiscenderò ai suoi desideri potrà sempre chiedere che io venga destituito…”


Ariadne sorride e prende fra le sue mani quelle del suo futuro nuovo marito: “Non oserà. Vorrebbe dire mettersi contro di me. E se mai osasse, lo affronteremo insieme, come merita. È il nostro impero, da oggi, Anastasio, il nostro nuovo mondo. Nessuno ce lo potrà portare via. È tutta la vita che attendo di poter condividere tutto questo con qualcuno che ne sia davvero degno, e quell’uomo sei tu, lo sei sempre stato. Non devi temere nulla, nessuno potrà più impedirci di fare ciò che vogliamo, né ora né mai, perché siamo gli Augusti, sovrani scelti dal Dio per comandare Roma e il mondo. Là fuori c’è il nostro popolo, che ci appoggerà e ci proteggerà dalle insidie e dai nostri nemici. E saremo noi ad indicarglieli, di volta in volta, a seconda delle nostre necessità. Il potere è anche questo, Anastasio, un teatro, una grande rappresentazione. E noi siamo attori perfetti per il nostro ruolo. Meglio di Zenone, meglio di chiunque altro abbia calcato la scena di questo palazzo. Il nostro pubblico ci aspetta, ora. Vieni con me?”


Anastasio le prende la mano e la bacia: “Sì, mia regina - sorride - andiamo in scena.”


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Galatea Vaglio: Insegnante, collabora con L'Espresso e cura il blog Il Nuovo Mondo di Galatea. Il suo ultimo libro è Teodora. La figlia del Circo, potete acquistarlo qui.

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