Simona Fasulo

Simona Fasulo ha imparato a scrivere a quattro anni, copiando le lettere dell'alfabeto dai compiti in classe delle zie insegnanti, a sette ha cominciato a scrivere i suoi pensieri.

Presto ha fatto della sua abitudine un mestiere.

Ha scritto per i giornali, per la radio, per la televisione.

Ha smesso cento volte senza smettere mai.

Ha usato la forma orale delle parole per tanto tempo, lavorando a Radio Rai;

la forma scritta, immaginando decine di personaggi da far vivere nei suoi originali radiofonici, o nei racconti da leggere in diretta nei suoi programmi.

Nel 2000 ha cominciato a scrivere per la lunga serialità televisiva, e ha messo le sue parole al servizio di idee collettive, imparando un altro mestiere, perché i mestieri della scrittura sono infiniti.

Nel frattempo insegnava ai volenterosi aspiranti sceneggiatori e narratori alcune regole della scrittura.

Ha scritto decine di racconti. Quelli scritti per la sua rubrica di cibo e letteratura su Radio Uno (“Pepe, Nero e gli altri”) sono stati pubblicati nel 2000 da Mursia nella collana Golosia.

Dal 2013 conduce un laboratorio di lettura e scrittura nel carcere di Rebibbia.

Negli ultimi anni ha dato immagine alle sue parole scrivendo e realizzando documentari per Rai Storia. Da Anna Magnani a Roberto Rossellini, da Vittorio Emanuele Orlando a Antonino Caponnetto, da Goliarda Sapienza a Alba de Céspedes, hanno ripreso vita italiani trascurati dall'Italia, che però l'Italia hanno contribuito a farla.

Il logo è stato ideato e realizzato dall'artista Silvia Ghelardini

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