Piero Trellini

La Partita

Mondadori

pp. 600

PIERO TRELLINI

LA PARTITA

IL ROMANZO DI ITALIA-BRASILE

MONDADORI

DAL 2 LUGLIO IN LIBRERIA

COME SONO NATI, COME SI SONO SVOLTI E COSA HANNO PROVOCATO I NOVANTA MINUTI PIÙ EMOZIONANTI DELLA STORIA DEL CALCIO. “LA PARTITA” CI CATAPULTA DENTRO L'ANATOMIA DI UN ISTANTE; UNA PARTITA UNICA E INDIMENTICABILE COME NON È MAI STATA RACCONTATA.

 

 

“Sarà una festa da ricordare, della quale ancora parleranno quando saranno trascorsi molti anni e i suoi principali protagonisti saranno ormai solo nomi legati alla mitologia del calcio.”

Mario Vargas Llosa, “Un partido para la memoria”, ABC, 7.07.1982

 

«Non è stata solo la più bella partita mai giocata in un campionato del mondo; è stata probabilmente la più bella partita di tutti è tempi.» Glen Levy, Time

 

Nel pomeriggio più caldo del secolo si incrociano i destini di un arbitro scampato all’Olocausto, un centravanti in attesa di rinascita, un capitano che ha fatto la rivoluzione, un fotoreporter con un dolore al petto, un portiere considerato bollito, un centrocampista con le scarpe dipinte, un commissario con la pipa e un inviato alla sua ultima estate.

Si trovano tutti ai Mondiali di Spagna nel momento in cui l’Italia incontra il Brasile. È l’ultima partita prima della semifinale. Per arrivarci ai sudamericani basta un punto. Dalla loro hanno la bellezza, gli elogi e il pronostico. Oltre all’allegria. Per gli azzurri, invece, chiusi nel loro silenzio e in guerra contro il Mondo, è una sfida ai limiti dell’impossibile.

Il sole è ancora alto, lo stadio è pieno, l’epilogo sembra scritto. A farlo sui giornali ci hanno già pensato Gianni Brera e Mario Vargas Llosa. A pochi passi da loro, in tribuna, c’è un bambino di dieci anni, si chiama José e non sa che diventerà un simbolo. Gli altri, invece, non possono nemmeno immaginare che quella sarà la più grande partita mai giocata su un campo da calcio. Hanno tutti lo stesso sangue e nascondono segreti inconfessabili. Per conoscerli, però, bisogna seguire dal principio i fili che li hanno condotti fino a quel 5 luglio del 1982 dentro lo stadio Sarriá di Barcellona.

Come osserveremmo una partita di calcio se sapessimo ogni cosa di tutti i protagonisti che l'hanno vissuta? E se avessimo seguito tutti i fili storici ed esistenziali che hanno condotto ciascun attore a calcare quel rettangolo di gioco? Perché c'è quel pallone? E quelle divise? E quei cartelloni pubblicitari? Diventeremmo depositari di una nuova storia, certamente più complessa di quella che pensavamo di conoscere. Se poi si tratta della partita più bella della storia del calcio (a dirlo è stato il «Time» nel 2010) allora seguirla sarebbe ancora più avvincente. La partita sembrava già scritta. Invece entrò nella storia. Attraverso il racconto del match si muovono gli intrecci degli uomini che hanno fatto la storia di quegli anni. Dai signori della politica (Pertini, Spadolini, Franchi, Sordillo, Matarrese, Havelange, Blatter, Agnelli, Berlusconi, Figueiredo, Saporta, Gheddafi) a quelli del giornalismo sportivo (Brera, Soldati, Arpino, Viola, Del Buono, Sconcerti, Cucci, Galeazzi, Pastorin). Al centro i ragazzi di Bearzot (da Zoff a Rossi) contro i brasiliani del quadrato magico (Socrates, Falcao, Zico e Cerezo). Di tutti scopriamo i segreti più insospettabili: dall'arbitro israeliano Klein, che in quelle ore ha un figlio in guerra, al presidente della Fifa Havelange, seduto in tribuna, che è al mondo grazie al padre che ha perso il traghetto per il Titanic, passando per Saporta, l'organizzatore del Mundial, che ha nascosto la sua vera identità per salvarsi la vita. Senza contare gli infiniti percorsi esistenziali dei giocatori in campo. Quello di Trellini è un "libro mondo", un'opera a suo modo totale. Non c'è nulla che non sia assolutamente "vero", ma nello stesso tempo si entra nella dimensione del mito.

 

 

Piero Trellini è nato nel 1970 a Roma, città in cui vive tuttora. Collaboratore de Il Post, ha scritto per La Stampa, ll Messaggero, Il Tempo. Attraverso Datazienda, la società che ha fondato nel 2008, gestisce editorialmente oltre duecento testate e microtestate online. Ha dedicato però gran parte della sua vita a ripercorrere Italia-Brasile del 1982, raccogliendo storie, aneddoti e veri e propri cimeli, tra cui il fischietto originale dell’arbitro Klein.

Il logo è stato ideato e realizzato dall'artista Silvia Ghelardini

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